(II parte)

 

LE SOSTE DELL’ANNO LITURGICO

LE SOLENNITA’, LE FESTE E LE MEMORIE

Quando ricorre una particolare celebrazione si usa, genericamente, il termine Festa, ma la liturgia ha tre classificazioni delle celebrazioni, secondo la loro importanza: la SOLENNITA’, la FESTA e la MEMORIA. Questi giorni liturgici sono delle soste che invitano a meditare sui misteri della fede o sulla vita dei santi. Le solennità sono le celebrazioni più importanti, si riferiscono soprattutto a Gesù e a Maria, ma anche ai santi di particolare rilievo: San Giuseppe. San Giovanni Battista, Santi Pietro e Paolo.

Le FESTE sono le celebrazioni che interessano soprattutto i santi che hanno avuto un particolare ruolo nella storia della Chiesa: gli apostoli, gli evangelisti, i fondatori di ordini religiosi, ad esempio San Francesco e san Benedetto. Le MEMORIE, hanno lo scopo di celebrare il ricordo di un santo. Le solennità e le feste possono avere un tempo di preparazione : il Triduo, tre giorni prima della ricorrenza; la Novena, nove giorni prima. I tempi più importanti di preparazione sono il Triduo Pasquale e la Novena di Natale.

L’ottava, invece, sono otto giorni che seguono la festa; la Chiesa celebra con particolare solennità l’Ottava di Natale e l’Ottava di Pasqua.

 

I TESTIMONI, CIOE’ GLI ESEMPI DA SEGUIRE

LA VERGINE E I SANTI

La Chiesa, durante l’anno liturgico, celebra dei momenti particolari, delle soste, in cui i cristiani sono chiamati a meditare su alcune figure che hanno vissuto in pienezza la vocazione cristiana, il primo esempio che viene presentato è la VERGINE MARIA. Per la sua particolare vocazione nella storia della salvezza, accanto a Gesù, suo figlio, è Madre di Dio e Madre della Chiesa ed è presentata come modello di vita cristiana.

I Santi sono presentati dalla Chiesa come Esempi da seguire, perché sono dei modelli viventi di risposta libera e generosa alla chiamata di Dio. Essi sono dei compagni di viaggio nel cammino dell’anno liturgico, infatti, la Chiesa propone ogni giorno, nel suo calendario, uno o più santi.

 

L’INSEGNAMENTO DELLA CHIESA

Dai documenti sulla Liturgia, Sacrosantum Concilium, del concilio Vaticano II

Il senso dell’anno liturgico

"La santa madre Chiesa considera suo dovere celebrare l’opera salvifica del suo sposo divino mediante una commemorazione sacra, in giorni determinati nel corso dell’anno. Ogni settimana, nel giorno a cui ha dato il nome di "domenica", fa memoria della risurrezione del Signore, che essa celebra anche una volta l’anno, unitamente alla sua beata passione, con la grande solennità di Pasqua. Nel corso dell’anno poi, distribuisce tutto il mistero di Cristo dall’Incarnazione e dalla Natività fino all’Ascensione , al giorno di Pentecoste e dall’attesa della beata speranza e del ritorno del Signore. Ricordando in tal modo i misteri della redenzione, essa apre ai fedeli le ricchezze delle azioni salvifiche e dei meriti del suo Signore, le rende come presenti a tutti e permette ai fedeli di venire a contatto e di essere ripieni della grazia della salvezza" (SC102)

Valorizzazione della Domenica

"Secondo la tradizione apostolica, che ha origine dallo stesso giorno della resurrezione di Cristo, la Chiesa celebra il mistero pasquale ogni otto giorni, in quello che si chiama giustamente giorno del Signore o domenica. In questo giorno infatti i fedeli devono riunirsi in assemblea per ascoltare la parola di Dio e partecipare all’Eucaristia e così far memoria della passione, della resurrezione e della gloria del Signore Gesù e render grazie a Dio, che li ha rigenerati nella speranza viva per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti" (1Pt1,3)

Per questo la domenica è la festa primordiale che deve essere proposta e inculcata alla pietà dei fedeli, in modo che risulti anche giorno di gioia e di riposo dal lavoro. Non venga anteposta alcun’altra solennità che non sia di grandissima importanza, perché la domenica è il fondamento e il nucleo di tutto l’anno liturgico" (SC106)

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